
Nome: Isabella
AMO cucinare, Lui che mi guarda sempre come se fossi l'unica al mondo, la luce che si riflette sulla mia fede, Lora che ride, Irma che sbadiglia, il rosso e l'azzurro, l'odore dei libri nuovi, la cioccolata e le fragole (meglio se insieme!), la danza del ventre e il thè arabo con il basilico e le arachidi... ODIO le gravidanze santificate, i matrimoni pomposi e cafoni, le "code di paglia", le ipocrisie, i cloni, la perfezione finta o presunta che sia, il nomignolo "Amò", andare per centri commerciali soprattutto il fine settimana, il rosa, l'odore di cipolla la mattina presto, chi mi fuma accanto alla fermata dell'autobus, le donne-amebe accanto al loro uomo, le prepotenze e le arroganze!
Il mio corso
Martedì ore 20
Palestra A.S. In Health
I corsi da assistaaaaaaaaant
Mercoledì ore 19
Palestra E' la mia palestra
Sabato ore 14
IALS
I prossimi appuntamenti:
28-29-30 Febbraio 2008
Belly Dance Festival (Roma)
Solo Accordeon
il mio nuovo assolo...
Mollie in Primi scatti.
utente anonimo in Primi scatti.
utente anonimo in Primi scatti.
utente anonimo in Primi scatti.
utente anonimo in Primi scatti.
Pollon17 in Primi scatti.
NonSoCosaDireAvendoT... in Primi scatti.
NonSoCosaDireAvendoT... in Clausura.
Mollie in Clausura.
sonomamma in Clausura.
Radici nel cemento - Bella Ciccia
L'arte della magia
di Phyllis Curott
Come e perché ricorrere a pratiche magiche tradizionali o innovative; i rituali, le tecniche e gli incantesimi che permettono di vivere in salute, armonia, felicità e di recuperare il legame perduto con i cicli naturali della terra.
La strega di Portobello
di Paulo Coelho
"La storia di una donna misteriosa di nome Athena, raccontata attraverso le voci di molte persone che la conoscevano bene, o che l'hanno soltanto incontrata..."
Afroitaliani
Alonso e il suo Ronzinante
Amref: il futuro dell'Africa è nero
An-nisa: le donne musulmane
Arabcomint: informazione e cultura dal mondo arabo
Assolutamente provvisorio
Ballarò
Biglietti agli amici
Carta: Cantieri Sociali
Ceramonia: una vera artista!
Chiedi la luna
Con passo di donna leggero
Crocettine: forum a punto croce!
Cucina ternana: le tradizioni della mia terra
Danza del ventre: libertà in movimento
Falbalà e la pozione magica
Frugando tra i calzini spaiati....
Gallina a molla
Gatti Caput Mundi
Haramlik
Il blog di Vesnuccia
Il Cerchio della Luna
Il Melograno
Internazionale
Kelebek
La Bi e altri animali
La cucina araba: i sapori che amo
La donna con la valigia
La Grotta delle Fate
La mia amica Cipolla
La mia scuola di danza orientale
La mucca pazza
La prova del cuoco: oggi cucini tu!
Lettere da sopra il replay
Love for sale
Mignolo e Prof
Neurone molesto
Non Luoghi: libertà d'informazione
Non so cosa dire avendo tanto da dire!
Nonsonomamma
Ogni giorno un nuovo passo
Peacereporter: la rete della pace
Pensieri dall'ufficio
Pensieri in movimento
Report: Milena Gabanelli e i suoi
Talib - Colui che cerca
Vita Stordita
Yeni Belqis
Zenzero e cannella
oggi
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maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
--- 2008 ---
a dodici zampe
caro automobilista romano
la bionda e il boccolone
la parentamia
libera musica cinema e altro
paturnie mugugni pensieri
professionisti del pulito
scuotendo la pancia
spentolando un po
studiacchiamo arabo
*loading*
Due saggi: uno della palestra, l'altro dell'Accademia (di cui potete ammirare la locandina nel post precedente).
Sabato sera, saggio della palesra. Sul palco, mentre ballavo, la gonna ha cominciato a scivolare (evidentemente da quando l'ho ordinata sono dimagrita ma evitiamo di farlo sapere al Boccolone...), lasciandomi quindi con il sederone esposto per diversi interminabili secondi, prima di accorgermene, e alla fine del pezzo il reggiseno si è slacciato.
Domenica, saggio dell'Accademia, a teatro dalle nove di mattina fino a mezzanotte e oltre... si conteggiano al totalizzatore dello staff del Taus una nevralgia, una contrattura alla schiena, isteria ai massimi livelli, il tecnico "annebbiato" che prima non fa partire i pezzi e poi li sfuma a pochi secondi dall'inizio, il palco simile ad una pista di pattinaggio e la sparizione e riapparizione di otto veli presi in prestito dalla nosta costumista.
E nonostante tutto questo... è andata benissimo, una magnificienza. Il Boccolone? "Amore, balla così per me". Cazzarola!
20 giugno, saggio della palestra... prima:


...nei camerini...


...prima di esibirmi...


Anche quest'anno è arrivato il redde rationem: il saggio. Ecco spiegato il prolungato silenzio... ma è per una buona causa. Se qualcuno fosse interessato a venire, contactez moi en pvt.

Annuncio alla cittadinanza. Ricordate la terrificante operazione "Una patente per la Bionda"? Bene. Tremate, tremate. E' ufficialmente cominciata la sua sorella gemella. "Una patente per il Boccolone".
La destinazione? questa qua. Che non è Miami, ma io cmq sono partita con costume e ciabattine, pensando di poter approfittare della piscina e magari della spiaggia. Invece si sono aperte le cataratte del cielo. Tra l'altro per quel poco che ho visto Riccione mi è sembrata la versione italiota di Amsterdam: sexi shop, locali notturni ad ogni passo, ma per comprare un articolo da supermercato ho scarpinato 3 km, spettinata e con ancora i segni del cuscino in faccia, durante i quali mi sono sentita dire di tutto dai maschi alla guida. Alle otto di mattina. No, dico.
Tre giorni in cui ho riso, scherzato, pianto, visto, imparato, schifato, capito, pensato, dormito, mangiato, passeggiato. Ma soprattutto in cui ho studiato e ho ballato tanto, talmente tanto da avere i piedi così doloranti da volerli tagliare via.
E adesso sono tornata. Dal mio Boccolone che mi è mancato in maniera imbarazzante, dalla mia Lora a cui pensavo ogni volta che vedevo un cagnino, dalla mia quotidianità che non sempre mi piace ma che è la mia, e per questo suscettibile di miglioramento.
E ora? E ora saggio. E poi si parte di nuovo. E non vedo l'ora.
Non sono sicurissima che interrompere l'eremitaggio informatico sia una buona idea, ma tant'è. Durante questi giorni siamo giunti a diverse conclusioni. Ci siamo presi tempo per ponderare, ragionare, valutare.
La novità più importante è che, a prescindere da tutto e da tutti, io sto lavoro lo mollo. Il 31 scade il mio contratto, sono convinta che non ci sia la minima intenzione di rinnovarlo da parte dei miei datori di lavoro e in ogni caso, "francamente me ne infischio". Non posso proprio continuare così, un lavoro tanto prepotentemente fisico non riesco a farlo. Le mie energie corporee le riservo per la danza. Forse è discutibile ma è così: preferisco investire le forze in qualcosa che amo e che comincia anche a fruttare qualche soldino. Non è un'attività di cui potrei vivere, ma è già un pezzo.
A giugno probabilmente avrò un piccolo lavoro connesso proprio alla danza, e cercherò il modo di fare ste maledettissime flebo di ferro per risistemare la mia emoglobina, che capite bene, non è più scintillante, per dirla con un eufemismo. Poi si aprono le possibilità: detta così sembra che io abbia un'ampia rosa di scelte, in realtà continuo a mandaree c.v. senza essere minimamente calcolata... del resto, se per fare la segretaria (lavoro che ho sempre fatto benissimo) devi avere meno di trent'anni, essere single, portare la taglia 40 e il tacco 12, parlare 9 lingue e avere due lauree, la vedo dura. Ma fa niente: magari farò qualcosa di diverso. Ma anche no. Chissà.
Il punto è che, come dice la mia amica Ilaria, mi è venuto "l'horror vacui". Ho chiesto di intensificare gli impegni di danza, ho bisogno di fare, fare, fare e non pensare. Lo so che forse non è la reazione più sana del mondo, ma al momento è il massimo che riesco a fare. Mi piacerebbe tanto stendermi a letto e godermi il sacrosanto esaurimento nervoso a cui ho diritto, ma non ci riesco. Si vede che è una forma di elaborazione che non mi è propria nel lungo periodo. Del resto ho sempre cercato di riempire i buchi: nei tempi bui col cibo, ora con quello che amo fare. Ballare, cucinare, leggere, ricamare. Circondarmi delle persone che amo.
A proposito: per qualche blogger-amico/a settentrionale, andrò a studiare a questo festival a Riccione. Se qualcuno transita da quelle parti, magari si può combinare di vedersi, chè mi farebbe piacere assai.
Smetto di guardarmi l'ombelico solo per poco, ma qua il macrocosmo trema intorno al mio microcosmo terremotato, per cui sono costretta a farlo.
"Non vogliamo un'Italia multietnica" ha detto il nanetto malefico. Deduzione logica: visto che l'Italia è già multietnica, cosa proponete? Confino? Espulsione? Camere a gas? Io in questi giorni guardo le valigie con occhio diverso. Mia cognata Maryem, saputo quanto è successo nella nostra vita nei giorni scorsi, oggi via skype mi ha scritto "vieni qua: hai bisogno di noi ora, e noi ci siamo. E noi abbiamo bisogno di te". Come si fa a non prendere e partire?
Poi però mi dico: eh no, checcazzo. Da casa mia, da casa nostra, non mi butta fuori nessuno. Nè a me, nè a mio marito. E a casa mia faccio entrare chi pare a me. Il Boccolone? Nei momenti in cui riesco a distrarmi dai pensieri ossessivi e ne parliamo scuote la testina rasata e bofonchia "Mala tempora... ma mala proprio eh...". Io non posso fare a meno di dirgli che, tutto considerato, gli ha detto proprio male il giorno che mi ha chiesto di sposarlo e ho risposto sì. Lui cortesemente mi ci manda e poi mi bacia.
E infine mi permetto di linkare questa. Francamente, ogni volta che l'ho vista ad Anno Zero, schiava dei miei pregidizi, ho pensato "giovani braccia rubate all'agricoltura". Nel tempo mi sono ricreduta, riconoscendo che non si trattava di una graziosa cocorita messa lì a ripetere la lezioncina, ma di essere pensante in maniera autonoma... e con pensieri nemmeno tanto lontani dai miei. Tanto per chiudere il cerchio e rendersi conto dello stato dei media in Italia. Poi dice che uno non paga il canone rai...
Ed ora, scusate, il mio ombelico reclama attenzione.
Tutti mi dicono che dovrei riprendermi, che è ora di ricominciare a ricominciare, e poi tutta una serie di immani cazzate di cui tutti sembrano tanto certi (e vorrei sapere da dove gli discende tanta granitica certezza).
Io invece vorrei solo girarmi dall'altra parte. E dormire.
Sono tante le domande che mi frullano in testa. Tante, inutili, orrende, senza risposta. La cosa più difficile da fare è tenersele, queste domande, accettare di non poter ottenere risposta se non altro perchè non esiste nessuno che possa risponderti.
Che fatica. Troppa. Però divido il carico con due uomini preziosi, preziosissimi. Uno ha avuto la sventura di sposarmi, l'altro di avermi come paziente. Per loro incontrarmi non è stato un grande affare, temo. Per me, anche se in senso diverso, loro rappresentano le mie uniche colossali botte di ***o.
Questi momenti bui, lo riconosco, hanno la loro utilità.
Brillano per assenza coloro che dovrebbero esserci, inteneriscono gli amici che di fronte ad un evento del genere temono di dire banalità e di farmi partire la sindrome del dogo argentino ma che cercano comunque di farsi presenti. E infine mi fanno venire i conati di vomito gli ipocriti che vengono a fare le iene che pasteggiano col cadavere.
Purtroppo è questo il grande problema del mio blog: o lo metto privato, oppure mi rassegno alle iene ipocrite.
Ora non ho tempo nè voglia di preoccuparmene nè di arrabbiarmici. Mi stringo forte ai miei amori, ai miei amici: per ora non riesco a fare niente di più.
Questo doveva essere un post carico di belle novità, che avrei scritto tra circa un mesetto e mezzo. Tra le altre notizie da festeggiare: la carta di soggiorno del Boccolone, il ritorno di Irma rediviva (o del suo clone) che viene qua a scroccare pasti e carezze e se ne torna via, e altro ancora.
E invece le cose, ancora una volta, non sono andate per il verso giusto. Almeno in un caso.
Ci siamo persi pure il Boccoletto numero due, stavolta con alcune simpatiche varianti che renderanno ancora più difficile ricominciare. Sapevamo della sua esistenza, sono stata portata all'Ospedale dell'Orrore dove l'assistenza è stata talmente inefficiente da farci pensare di procedere legalmente, perchè quando sono arrivata lì la situazione era forse recuperabile ma non è stato mosso un dito finchè non era troppo tardi, e per concludere mi sono fatta due giorni di ricovero nel reparto maternità, in stanza con due puerpere, i loro neonati e i gruppi familiari festanti. Adesso c'ho pure la sindrome di Erode. E, ovvio, le condizioni fisiche favorevoli che avevo tanto faticosamente raggiunto adesso le ho perse di nuovo, per cui fisicamente tocca ricominciare da capo. Capire perchè e percome, e sperare di arrivare di nuovo ad uno stato di salute accettabile. Altre indagini, accertamenti, analisi, visite, ricerche. Ancora, ancora e ancora.
Mi sento un vaso con troppi pezzi incollati malamente. Uno ne aggiusto? Altri se ne staccano.
Tornerò a scrivere, adesso però sono chiusa a tutto e a tutti, è molto difficile starmi vicino, non sopporto praticamente niente, per cui è meglio che io giri a largo per un pezzo.